Rolling Stone Novembre 2005

Cristina Guarducci

MITOLOGIA DI FAMIGLIA

Fazi

 Se fosse un film, dietro la macchina da presa ci sarebbe Tim Burton. Se fosse una canzone, sarebbe Lullaby dei Cure. Perché è onirico, visionario e gotico. Ma non è dark perché non è freddo e sozzo di ragnatele e assenzio. Il romanzo è divertente. Assurdo e divertente come certe fiabe di Gianni Rodari. E crudele. Ci sono bambini legati a culle invase dagli insetti. Ci sono aborti e incesti. C’è la magia nera. Streghe e licantropi. Cadaveri in cerca di corpi giovani e sani da abitare. Guarducci ha creato una geografia degna di certi fantasiosi anime o di Enki Bilal (Immortal). La Villa Paludosa infestata da creature malefiche. Le Isole Difronte coi suoi abitanti selvaggi (verranno tutti sterminati da un raffreddore). Le Spiagge Piatte. Lo Stanzino Delle Scope. La temutissima Camera Del Pescecane. Tutti con la maiuscola. Tutti luoghi dell’infanzia della protagonista e della sua numerosa famiglia divenuti mitologia… Di come con l’ironia si può sconfiggere l’orrore.

Valeria Brignani

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