Nilde vive con i nonni in un paesino di montagna portandosi dietro il lutto per la morte di una madre che non ha mai conosciuto e un padre che non è mai esistito. Finché non conosce Alberto, che arriva dalla città, e le loro solitudini si trovano e si capiscono. Quando decide di fuggire con lui, i nonni le rivelano le bugie con cui l’intero paese l’ha cresciuta: la madre non è morta in un incidente stradale, ma è stata uccisa dal suo ex. Emanuele, padre colpevole, è appena uscito di prigione e vuole conoscerla. Il desiderio di ricostruire il passato si fa imperativo e la ragazza parte alla ricerca dei tre volti che compaiono in una foto insieme ai genitori. Da loro, Nilde pretenderà verità nascoste per sedici anni.
Questo romanzo è stato una felice scoperta, la scrittura di Valeria Disagio è incisiva, secca, prepotentemente trascinante. Descrive impietosamente i protagonisti, le loro vite spezzate da una gioventù bruciata e complicata, incapaci di venire a patti con la società. È un mulinello di emozioni, che ti trascina nella vita di Nilde e nel passato che emerge poco a poco. Ben scritto, personaggi ben delineati, una storia che funziona. Un’ottima lettura.

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